La Fucina di Efesto si muove sul territorio delle estetiche filosofiche, tra arte, design e architettura. Un collettivo il cui lavoro si caratterizza per la continua ricerca e l’esplorazione di forme, materiali, linguaggi sempre nuovi e mai dati. La fucina, luogo sacro di trasmutazione dei metalli, un antro magico dove il fuoco alimenta il desio dell’inafferrabile, dove l’uomo, elevatosi a demiurgo, astrae dal primordiale e incandescente metallo. In questo misterioso passaggio dallo stato solido del metallo allo stato magmatico e di nuovo allo stato solido si cela l’inesauribile poetica di un linguaggio ancestrale libero dal tempo, si sprigiona tutta la tensione sotterranea della materia sensibile e delle sue intrinseche leggi, l’ardore vitale della tacita conoscenza.

Questa diretta conoscenza con il fare artistico, questa forza arcaica del dominio del fuoco consacrano il profondo sodalizio tra l’idea e il gesto, tra la materia e il corpo. Votati all’esplorazione, il fondatore Alessandro Rametta e il progettista artigiano Andrea Capriotti si dedicano ad una ricerca incessante, e l’intera produzione de La Fucina di Efesto indaga sul senso profondo dell’arte in stretto rapporto con la forza intuitiva e progettuale dell’esperienza.